Riforma della settimana – 7 luglio 2026

da | Lug 7, 2026 | Uncategorized

Autovelox: firmato il decreto per l’omologazione e la disciplina dei dispositivi.

Il decreto firmato dal MIT il 9 giugno 2026 interviene sulla disciplina tecnica degli autovelox, con l’obiettivo di rendere più uniforme il sistema di omologazione, taratura e verifica degli strumenti utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità.

Il punto centrale riguarda l’omologazione del prototipo. Non si tratta di una verifica svolta dai Comuni o dagli organi di polizia, ma di un procedimento ministeriale: il produttore, o titolare dell’omologazione, presenta istanza al MIT, allegando la documentazione tecnica richiesta, tra cui relazione illustrativa, manuale di installazione e manutenzione, certificati di taratura, rapporti delle verifiche di funzionalità, test di laboratorio, codice HASH/CRC del software rilevante e certificazione ISO 9001.

All’esito positivo dell’istruttoria, il MIT rilascia un decreto dirigenziale di omologazione. L’omologazione riguarda il modello/prototipo, non ogni singolo apparecchio installato su strada. I singoli dispositivi devono però essere conformi al prototipo omologato e accompagnati dal relativo certificato di conformità.

Il decreto disciplina anche la fase successiva all’utilizzo. Ogni esemplare deve essere sottoposto a taratura iniziale prima dell’entrata in esercizio e, poi, a taratura periodica almeno annuale, eseguita da laboratori di taratura accreditati. Se la taratura è scaduta o ha esito negativo, il dispositivo deve essere posto fuori servizio fino al ripristino della conformità.

Accanto alla taratura sono previste le verifiche di funzionalità, iniziali e periodiche, documentate con verbale redatto dall’utilizzatore. Anche in questo caso, se la verifica dà esito negativo, l’apparecchio non può essere utilizzato fino a nuovo esito positivo.

Per gli strumenti già in uso è previsto un regime transitorio. I dispositivi conformi ai prototipi indicati nell’Allegato B si intendono omologati ai fini del decreto; per altri apparecchi già approvati sono invece previste procedure specifiche di richiesta di omologazione o di integrazione documentale. Non è quindi corretto affermare che tutti gli autovelox già installati siano automaticamente irregolari, né che siano automaticamente sanati.

In concreto, la validità dell’accertamento non dipende solo dal superamento del limite di velocità, ma anche dalla regolarità tecnica e amministrativa dello strumento utilizzato: omologazione del prototipo, conformità dell’esemplare, taratura valida, verifiche di funzionalità e corretto censimento sulla piattaforma ministeriale.

Il decreto prova così a rafforzare l’affidabilità del sistema e a ridurre l’incertezza che, negli anni, ha alimentato numerosi contenziosi. Resta però un profilo da non forzare: dalle fonti verificate non emerge una regola generale sugli effetti retroattivi del decreto sulle multe già emesse, né una sanatoria indistinta degli apparecchi già installati.

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